Fuoriquota calcioreggiano - Calcio Ducale

   
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Fuoriquota calcioreggiano

 

18 Febbraio 2012

  

Riportiamo un articolo apparso sulla Gazzetta di Reggio



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Da calcioreggiano.com


Tre giovani sono troppi: la protesta delle società dilettantistiche nasce a Reggio e potrebbe allargarsi a Parma, in attesa della riunione che si terrà a Bologna martedì per ridiscutere le regole per la prossima stagione. Quelle per il campionato in corso sono considerate eccessive: in Eccellenza c'è l'obbligo di schierare per tutti i novanta minuti un '93 e due '94; in Promozione bisogna far scendere in campo un '92, un '93 e un '94. La proposta delle società di Reggio prevede, per il campionato 2012/13, l'obbligo di due soli giovani (un classe '94 e un '95) sia per l'Eccellenza che per la Promozione. Inoltre si chiederà di accorpare il campionato regionale juniores, ora suddiviso fra società di Promozine e di Eccellenza, in modo da rendere le trasferte meno impegnative.
«La direttiva  spiega Romano Ferretti, direttore sportivo del Bibbiano  partita da Roma parlava di due soli giovani, è stato il comitato dell'Emilia Romagna ad aggiungerne un terzo. Per l'anno prossimo chiediamo semplicemente di tornare alla direttiva: se si vorrà mantenere il terzo giovane a tutti i costi, chiediamo almeno che sia un '93 per l'Eccellenza e un '92 per la Promozione».
«Quest'anno _ continua Ferretti – i ragazzini dagli Allievi sono stati catapultati in prima squadra: così non gli si dà la possibilità di crescere, senza contare che vanno incontro a infortuni perché fisicamente non sono in
grado di reggere il ritmo della categoria. Senza dimenticare l'aspetto psicologico: a 17 anni non è facile condividere lo spogliatoio con chi di anni ne ha 35».
«Non sono d'accordo  obietta infine il ds bibbianese  con chi dice che utilizzando i giovani le squadre risparmiano: la regola aiuta solo quelle professionistiche, il prestito dei ragazzi va pagato e in alcuni casi nemmeno poco».
Le società di Parma stasera terranno una riunione per decidere se accodarsi a quelle di Reggio Emilia.
«Nel caso lo facessero  spiega Andrea Boni, direttore sportivo del Brescello  la proposta avrebbe il sostegno di 30-35 società e quindi molto più valore. Quali squadre si sono dichiarate in disaccordo con noi?».
«A dire la verità nessuna, ma c'è chi ha deciso di aspettare l'indirizzo della federazione prima di prendere posizione».
«Se si fa una panoramica regionale  continua Boni  appare chiaro che è molto difficile fare bene sia il settore giovanile che la prima squadra: le società che hanno vivai importanti di solito fanno al massimo la Seconda categoria».
“Non contestiamo la direttiva nazionale  conclude il dirigente del Brescello  perché avrà delle motivazioni forti alla base: però sarebbe bello sapere quali sono, e se ci fosse la possibilità di discutere le proposte, anziché subirle, si potrebbe fare qualcosa in più per il movimento».

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L'opinione del manso

Calcioducale fin dalla sua nascita va dicendo a destra e manca che questa regola è un'assurdità che rovina i ragazzi e soprattutto rovina il calcio dilettanti. Ora pare che le Società si stiano svegliando, e che la protesta stia montando. Tutti si stanno rendendo conto che per essere competitivi bisogna supportare un secondo settore giovanile. Lo chiamo secondo settore giovanile, perchè avere 9/10 fuoriquota (minimo 3 per ruolo)  aggregati alla rosa della prima Squadra non si può chiamare in altro modo. Una vergogna organizzativa, che mette in mostra le assurdità di questa nostra Italia, che per colpa degli interessi di pochi, mette nella cacca tutti gli altri. La meritocrazia una volta valeva nella vita come nel calcio; ora invece c'è la "regola". Una regola che porta ogni fine campionato a svincolare centinaia di ragazzi che erano costati fior di quattrini.  Una vergogna che colpisce le Società interessate sia nel morale che nel portafoglio e che allontana dal calcio la carne da macello. Si; carne da macello, perchè questi ragazzi non sono trattati per quello che sanno fare (ruolo), o per nome e cognome, ma sono targati dall'anno di nascita. Solo quest'ultimo conta, ma conta solo per quell'anno, perchè poi le regole cambiano e quindi ci ritroviamo a subire la macelleria sociale anche nel calcio.  Il fattore fisico/strutturale, già trattato su queste pagine, ci insegna che un ragazzo di 16 anni non è ancora formato fisicamente e che non può sopportare i carichi di lavoro degli adulti. Fantasticherie? Beh, basta guardare come da sempre è stato strutturato lo sport in generale. Le giovanili, sono tali, perchè i giovani sono giovani e gli adulti sono adulti. E questo non solo nel calcio, ma nello sport in generale. Poi ci sono le eccezioni o i fenomeni che sono altra cosa. Parlando con chi il calcio professionistico lo vive davvero, ci si rende conto che tutti la pensano come il manso, perchè rispondono alle domande con sorrisetti ironici. O nel migliori dei casi ti rispondono con una domanda: " ricordi un nome di un ragazzo che da quando c'è la regola del fuoriquota abbia raggiunto la Serie A? No, non lo ricordi perchè non c'è n'è nemmeno uno!". E si è, i "buoni" emergono già nei giovanissimi e vengono quindi presi dalle Società che contano per farli crescere nei loro vivai. Crescere con l'istruzione giusta, è molto più importante che crescere allo sbando. Crescere con un istruttore che ti insegna, vuol dire che cresci avendo il tempo di imparare. Crescere allo sbando vuol dire che stai crescendo senza che nessuno ti insegni nulla. Proprio quello che succede a quei ragazzi che vengono catapultati nella realtà di un campionato di Promozione o di Eccellenza, dove conta quello che sai e non quello che potrai sapere. Che colpa hanno i Mister se non possono dedicare tempo alla crescita di questi ragazzi? Nessuna, perchè solo in Federazione possono pensare che ai ragazzi si possa dedicare quel tempo che non c'è. Le Società Dilettantistiche , hanno "paura" della Federazione, e fino ad ora non hanno mai protestato come si doveva. Sull' articolo della Gazzetta di Reggio, questa paura la si palpa con mano, ma comunque vale quello che si sta facendo e quindi onore ai "Reggiani", che sulle rivoluzioni arrivano da sempre prima di noi. La Biancazzurra, respirando aria reggiana, visto che è di Sorbolo, sta tentando di radunare tutte le Società della provincia di Parma proprio per discutere di queste cose. Quindi onore e onere agli amici della Biancazzurra, che, speriamo, non debbano "pagare" per quella che è una grande novità e forse anche l'inizio di una piccola rivoluzione.   


bymanso




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