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14/12/2011   

"dalla Gazza per Voi"
Servizio della Gazzetta di Parma sul "mitico" capitano della Valtarese



Gianmarco Bozzia - "La passione per il calcio è più forte di tutto"

Servizio di Marco Bernardini

L'highlander di Borgotaro non muore mai. Gianmarco Bozzia, icona, istituzione, re di queste terre, continua a giocare e a divertirsi con la squadra del suo paese. Accade da oltre sedici stagioni (non a caso, è il recordman di presenze nella storia della Valtarese) e non ha più senso domandarsi se e quando sarà scritta la parola "fine". «Dal momento che sono andato via di qui, al di là del sogno di esordire in serie A, non vedevo l’ora di tornare ad indossare la casacca della Valtarese e ripercorrere le orme di mio papà Boris, che però faceva il centravanti».
Lui, inossidabile classe '68, di mestiere, è sempre stato un difensore vecchio stampo, non solo sul rettangolo verde. «Mi ritengo un ragazzo del Borgo al 100%, non potevo desiderare di
meglio: persino il debutto tra i cadetti a Piacenza passa in secondo piano. Siamo montanari dentro, il denaro per noi conta relativamente, c'è un fortissimo attaccamento alla maglia e vogliamo rappresentare i nostri colori in giro per la provincia».
Una mail del vice caporedattore della redazione calcio di Rai Sport, Enrico Testa, conosciuto ai tempi dell’avventura alla Spal, lo ha informato che presto invierà una troupe di Dribbling, in onda al sabato su Rai Due, a Borgotaro in quanto «dalla serie A alla Promozione, esclusi i portieri, sarei il giocatore più anziano d’Italia in attività. Ne vado fiero, orgoglioso».
Il segreto di un fisico integro, sano, in splendida forma risiede nel non sgarrare mai la personalissima tabella di marcia, che prevede una seduta al giorno (da lunedì a sabato tre volte con la squadra, altrettante in solitudine), anche d’estate senza un minimo di tregua. «Ho bisogno di confrontarmi con gli altri nelle corse brevi e lunghe: finchè sarò il primo in allenamento andrò avanti, ma mi è sorto il sospetto che i compagni si mettano d’accordo per accontentarmi».
E sopportare qualche lieve acciacco non è un problema. «Quando raggiungi una certa età, ti infortuni più frequentemente ma si guarisce più in fretta. Ci fai l’abitudine, il dolore non lo senti più».
In realtà, risente di più di quella fama da duro, cattivo che si porta appresso dappertutto. «Purtroppo, in passato mi è capitato di procurare quattro-cinque brutti incidenti di gioco che hanno segnato in negativo la mia reputazione. Un po' mi è dispiaciuto, non l’ho mai fatto apposta: in campo sono molto sanguigno, mi faccio rispettare e se scoppia una mezza rissa, mi intrufolo per difendere i miei compagni. E così mi comporto nella vita di tutti i giorni». Agente immobiliare in zona da una ventina d’anni, («questo genere d’attività mi appaga tanto, mi attirava da sempre la possibilità di lavorare per me stesso, essere un libero professionista»), è sposato dal 1991 con Luisa, dalla quale ha avuto tre figlie, Diletta, Camilla e Viola. «Non aspettano altro che dica basta, vorrebbero vedermi di più a casa la domenica».
Amante di cinema e musica, «non faccio troppe distinzioni, mi caricano a bomba durante la settimana», non sa ancora quello che farà da "grande". «Mi piacerebbe restare nell’ambiente della Valtarese, sicuramente non come allenatore. Magari potrei partorire delle idee per far crescere i bambini del posto ed aiutarli a realizzare una carriera simile, migliore della mia». Che non ha ancora fissato le sue date di scadenza. «Ho giocato anche con 39-40° di febbre e non era neppure carino che si sapesse nello spogliatoio. La passione per il calcio è più forte di ogni altra cosa, al di là della categoria». E’ proprio vero, l’highlander di Borgotaro non muore mai.



Tanto per non smentirmi, vorrei buttarla lì: ... se il Presidente Bianchinotti, come si dice in giro, lascierà la Presidenza, chi meglio del "mitico" Capitano della Valtarese potrebbe rappresentare una delle Società più gloriose della provincia di Parma? Per Calcioducale nessuno!

bymanso




 
 
 
 
Bozzia intervistato dalla RAI

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