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Commenti e Pagelle

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Udinese-Parma 1-3
Marcatori: 17′ pt Lasagna, 42′ pt Gervinho, 14′ st Gagliolo, 30′ st Inglese.

UDINESE CALCIO: Musso, Samir, Ekong, Jajalo, De Paul, Sema, Lasagna (cap.), Larsen (33′ st Teodorczyk), Nestorovski (25′ st Pussetto), Mandragora (10′ st Fofana), Becao.
A disposizione: Perisan, Nicolas, Sierralta, Opoku, Walace, Nuytinck, Malle, Barak, De Maio.
All.: Tudor.

PARMA CALCIO 1913: Sepe, Iacoponi, Grassi (19′ st Kucka), Inglese (36′ st Cornelius), Hernani Jr, Laurini (25′ st Pezzella), Barillà, B. Alves (cap.), Gervinho, Gagliolo, Kulusevski.
A disposizione: Colombi, Alastra, Dermaku, Karamoh, Brugman, Scozzarella, Siligardi, Rigoni, Sprocati.
All.: D’Aversa

Arbitro: Sig. Marco Piccinini di Forlì. Assistenti: Sigg. Salvatore Longo di Paola e Valerio Vecchi di Lamezia Terme. IV Uomo: Sig. Riccardo Ros di Pordenone. V.A.R: Sig. Luigi Nasca di Bari. A.V.A.R.: Sig. Filippo Valeriani di Ravenna.

Note – Calci d’angolo: 8-1. Ammoniti: Grassi (P), Barillà (P), Hernani (P), Teodorczyk (U). Recupero: 2’pt, 5’st. Spettatori 20.410 (13.804 abbonati, 200 ospiti) per un incasso di 56.038 Euro.

LE PAGELLE DI GIULIANO BOTTOLI

Sepe 7: chiamato più volte in causa, risponde con sicurezza; impeccabile nelle uscite.
Laurini 5 mezzo: qualche sbavatura, ma va meglio che contro la Juve. Dal 70° Pezzella: S. V.
Gagliolo 6 mezzo: ha qualche sbavatura difensiva, ma impreziosisce la gara con il gol che porta in vantaggio il Parma.
Hernani 5: primo tempo fuori dal gioco, meglio nella ripresa.
Iacoponi 5 mezzo: colpevole nel gol subito, migliora nella ripresa.
B. Alves 6: insuperabile nel gioco aereo, salva un gol già fatto.
Kulusevski 6 mezzo: commette qualche errore di gioventù, ma ha il pregio di servire due assist importanti.
Barilla 6: tanta corsa e alcune chiusure importanti.
Inglese 6: non ancora al massimo, segna un gol di rapina. Dal 81° Cornelius: S. V.
Grassi 6: rientra dal primo minuto dopo tanto tempo e fa il suo compito con diligenza. Dal 63° Kucka 6: a centrocampo si fa sentire.
Gervinho 7 mezzo: l' Udinese gli porta bene: un gol e un assist per il gol di Inglese; è lui l uomo partita.

TRE PARTITE NELLA PARTITA, UNA BUONA DUE GRAME
CHI PARLA DI EPISODI, PARLA DA IGNORANTE!
GLI UNDICI TITOLARI? E' COSA FATTA!
QUESTO PARMA E' DA EUROPA LEAGUE

ByManso - Una partita con tante partite nella partita stessa, fanno immaginare un po' di stato confusionale, e ragionandoci su, alla fine non è proprio stato così, anche se in una vittoria importante come quella di ieri a Udine, c'è il bello e il brutto del calcio e soprattutto c'è anche l'imponderabile, che tradotto in lingua calciofila, fa “episodio”.

Gli episodi nel calcio, son una componente davvero importante e quasi sempre, determinano il risultato più di uno schema, più di un buona azione, più di un gesto tecnico di un campione e più di mille altre cose.

E si, tutto vero, ma se questi episodi, come nel caso del Parma, diventano “una legge della natura”, allora parlare solo di episodi è del tutto riduttivo, poiché si seppellisce sotto allo zerbino tutta quella realtà delle cose, che differenzia i commenti tra utili e inutili.

Piaccia o non piaccia, è inutile parlare di episodi, se ti gira tutto per il verso giusto sempre e comunque, come inutile parlare di episodi, se questo girare in un'unica direzione è endemico al calcio messo in mostra dal Parma da anni a questa parte.

La premessa “episodio”, vuole  inquadrare certi commenti che sono stati espressi da più di un commentatore per “giustificare”, quella che in tanti hanno definito  immeritata, la vittoria del Parma a Udine. Da una parte hanno più che ragione (tiri in porta e occasioni da gol), ma dall'altra, ha ragione anche chi relega il depistaggio “episodi”, ad una mera ignoranza calcistica; dove per ignoranza calcistica si intende la conoscenza della forza e delle caratteristiche tecno-tattiche del Parma!
Punto!

Venti minuti di sterile possesso palla del Parma a Udine con un baricentro altissimo, contro una squadra che fa  della velocità la sua arma migliore, è stato un tentativo di suicidio bello e buono e il gol e le due occasione avute dai friulani son lì a dimostrarlo. Chi non vuol vedere quanto è andata bene ai crociati, non è appannato dal tifo …  le fora ch'me un cop ed coi ca go a ca meia!

Poi arriva, quello che non ti aspetti nemmeno dai camaleonti e il Parma diventa squadra che tiene la linea difensiva a metà tra il centro campo e la propria area e stando corto e accorto, riesce così a rubare palla e a ripartire da ogni parte del fronte d'attacco dell' Udinese  e ne devasta tutto l'impianto di gioco per lunghi tratti.
Anche in questa ottima fase, rischiare, rischia, il Parma, ma per quasi un'ora, non c'è stato paragone con quei venti minuti sciagurati iniziali, perchè se ha rischiato, ha comunque  messo sul piatto il giocarsela andandosi a costruire tre gol, senza prenderne neanche uno.
In questa ora di gioco, il Parma è stato forse uno dei migliori Parma visti in Serie A  in era D'Aversa e soprattutto è piaciuto il fatto, che al contrario di sempre, questo Parma è sembrato una squadra che sa cosa fare.

Una certezza quella messa in mostra nel miglior Parma mai visto dalla rinascita, che si è vanificata all'improvviso e che negli ultimi venti minuti, ha riportato i crociati a ricevere quei nefasti bombardamenti a cui ci eravamo abituati nello scorso campionato. Fiiii s'le andeda be!

Ma cosa è successo? Vallo a sapere, anche se quello che si è visto, racconta di quell'assurdo arretramento del baricentro della squadra all'altezza della riga di fondo (?!?). Un Parma, che nonostante avesse un vantaggio corposo, non è riuscito a prendere coraggio e non è più riuscito a giocarsela come aveva fatto per un'ora.
Certo, ci son anche gli avversari, e questa Udinese dalla cintola in su, è davvero un' ottima squadra. Creare tante occasioni da gol, tante quante ne han create i friulani nella partita di domenica sera, non è cosa di poco conto e  infatti i bianconeri nonostante la pesante sconfitta subita in casa, son usciti tra gli applausi dei propri tifosi, che sicuramente han apprezzato l'impegno e anche la qualità del gioco messo in mostra dai propri beniamini e hanno trovato sfogo imputando alla sfortuna il rovescio subito.

Bhe, un po' tanto vero e un po' poco falso, ma togliere all' Udinese le occasioni da gol e sistemarle nella cronaca a favore del Parma, non credo proprio che lo si possa fare. Qualcuno ci ha anche provato, certo, ma questa materia operativa di imbroglio della cronaca, nel quasi 2020, è un'operazione che lasciamo a chi parla di asini che volano, come si faceva nel medio evo delle ere di internet e di TV a pagamento.

Vanno molto meglio coloro che le ignorano 'ste azioni da gol dei friulani, perchè la balla almeno è raccontata a metà e se non passa inosservata ai masticatori di calcio, passa però, sotto alle porte di quanti vedono la partita in monocolore.

La fortuna, dove per fortuna si intendono le parate di Sepe e gli errori di mira degli attaccanti avversari, indubbiamente, in Friuli ha lavorato a fianco del Parma, ma a differenza di tante altre volte, non è stata la sola causa della vittoria dei crociati.

A Udine quindi, tanto culo, ma anche tanto, tanto, Parma!

Pare poco? Bhe da come eravamo abituati, è tantissimo e c'è da capitalizzare quello di buono che si è visto in quell'ora di grande Parma e di ottima impostazione di gioco, perchè la meta proprio del gioco pare davvero tanto vicina, come non è mai stata in questi anni!

Il Parma però, ricordiamolo ancora, non si può permettere di giocare come nei primi venti minuti (possesso fatto ai due all'ora con baricentro altissimo), perchè ha un grave problema di velocità nei due centrali, che il gol di Lasagna ha messo in grande evidenza. Più che il sorpasso subito da Iacoponi (ci sta, che gli attaccanti vadano più forte dei difensori), è mancata la diagonale di Bruno Alvez, che durante la gara, fa tanto di tanto, ma che non può assolutamente avere nelle gambe dieci anni di meno. Le sue attuali caratteristiche dettate dall'età, non sono e non possono essere  certamente quelle di fare diagonali di chiusura o quelle  di spendersi in recuperi alla disperata a campo aperto. Quindi, non si scappa da queste due considerazioni, o si smette di giocare alti alti, o si smette di far giocare Bruno Alvez! Bhe, la soluzione la conosciamo tutti, credo.

Brugman, inesorabilmente bocciato su queste pagine, nonostante l'esaltazione ricevuta dai giornali e dai commentatori di “riferimento” dopo la gara con la Juve, a Udine si è accomodato in panchina e al suo posto è stato sistemato Hernani, che ha giocato davanti alla difesa, con risultati che mi hanno fatto pensare al “ne carne ne pesce”.
Lo avevamo anticipato nel dopo Juve, questo Parma a centrocampo non potrà che presentarsi, quando staranno tutti bene, con Grassi, Kucka e Barillà, proprio quel Barillà, che i tanti vomitatori di calcio nostrani, mettevano regolarmente in panchina.

Con i terzini nuovi di pacca (Pezzella e Darmian) e di altro stampo rispetto a quelli scesi in campo in queste due giornate e con il centrocampo appena ricordato e  coadiuvato in fase di non possesso da Kulusevski, la squadra è presto fatta e non può che piacere.  Kulusevski? Ma to, l'unico dei nuovi, che nella partita con la Juve avevamo promosso a pieni voti; non è che D' Aversa ci legge? Rido

L'ora di bel Parma, non è stata un'ora piena, ma ci piace definirla così, perchè sembra davvero che sia arrivata l'ora di vedere anche al Tardini giocare un buon  calcio.

Con questa formazione, con la mentalità e il gioco dell' ora di Udine, se gli undici titolari stanno sempre bene e se gira come è girata in questi anni di D' Aversa, questo Parma si sistema a ridosso delle pretendi alla Europa League. E stare a ridosso, a vol dir ch'le un atim, riverogh a dos!


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