Caro Krause, etor che Woke, al Perma a g' vol un Trump !?!
L'esportazione di un'ideologia americana che calpesta la parmigianità per vendere un "prodotto" globale mentre la squadra sprofonda al 17° posto.
ByManso - Presidente, la parmigianità non è uno slogan da vendere alle sfilate di moda. Mentre Lei esporta la Sua visione politica usando il nostro Parma come cavia, la realtà ci dice che siamo al 17° posto e senza più un’anima. È ora di smetterla di usarci per i Suoi esperimenti dell'esportazione del mondo Woke e iniziare a rispettare chi sema!.
LA CRONACA DEI FATTI - Mentre il Parma Calcio sprofonda pericolosamente verso i bassifondi della classifica, la proprietà americana ha deciso di festeggiare il 112° compleanno con un manifesto patinato intitolato “One Planet. One Club”. Un documento che sembra scritto in un ufficio dell'Iowa e che certifica il distacco totale dalla realtà: Krause non sta usando il calcio per far conoscere Parma al mondo, ma sta usando il Parma Calcio e la parmigianità per esportare la sua ideologia globalista.
L'assenza fisica della famiglia Krause alla festa ufficiale è stata la conferma di un vuoto che dura da tempo. Ma l'offesa finale è arrivata a tavola: nella capitale mondiale della gastronomia, per la festa dei 500 è stato servito cibo multietnico preparato da una società di Milano. Un affronto deliberato alla nostra terra e anche ai nostri imprenditori. Se non ti importa di cosa si mangia a Parma, non ti importa della sua gente e poi immagino la squisitezza dei cibi preparati a Milano e inviati, credo con i droni, nel nostro quartiere fieristico... ihihihi
A gestire questo "teatrino" ci sono figure dai titoli altisonanti ma dai risultati latitanti. C'è il capo dell'azienda Federico Cherubini, che appare sorridente ai brindisi ma sul disastro tecnico sfiora solo un tantino la questione. E all'orizzonte spunta la nuova "scoperta" d'oltreoceano: Helen Aboah, nominata Presidente del Gruppo Krause. Arriva dal mondo del lusso e della moda (Atelier Jolie), e ha fatto il suo esordio a Noceto par vedor ch'el ragazi perdere col Como. Dalle passerelle di New York al fango di una sconfitta in provincia: è questo il tipo di "competenza" che dovrebbe salvare il Parma?
IL RISCHIO DI CANCELLARE LA CROCE In questo scenario di "omologazione globale", c'è un timore che si fa strada nel cuore dei tifosi più attenti e che su queste pagine abbiamo tirato fuori per primi: la sopravvivenza della nostra identità visiva. Come può un management così spinto verso il multiculturalismo e l'inclusività forzata accettare a lungo un simbolo come la Maglia Crociata? Una Croce che evoca radici storiche, tradizioni e valori che questa nuova ondata ideologica spesso vede come "divisivi" o troppo legati al passato. La paura è che, in nome del mercato globale, si decida un giorno di "addolcire" o nascondere quel simbolo cristiano e identitario per non offendere nessuno, finendo per offendere solo chi quella maglia la ama da sempre. Che sia per questo che viene usata così poco? La Croce non si tocca, Presidente. È il nostro confine invalicabile.
COSA DICONO DI NOI IN AMERICA (E PERCHÉ A KRAUSE NON IMPORTA DEL RISULTATO) - Per capire perché la proprietà non batta ciglio davanti al rischio retrocessione, bisogna leggere cosa dicono i media americani. Oltreoceano, la narrazione è ribaltata. Per la stampa economica del Midwest, Krause è un eroe della "responsabilità sociale". Il Parma Calcio viene presentato nei forum economici non come una squadra che deve vincere le partite, ma come un "laboratorio di inclusione globale".
Ciò che a Parma chiamiamo incompetenza calcistica, in America viene venduta come "innovazione di rottura". I media americani celebrano il fatto che Krause stia "educando" una città di provincia alla globalizzazione (e qui Tino dice simpaticamente e parmigianamente la sua). Per loro, il Parma è un successo finché vanta calciatori da 40 paesi diversi, anche se finisce in Serie B. Il Parma non è più un club sportivo, è diventato un mezzo per dimostrare che il pensiero americano può "aggiustare" il calcio europeo, partendo dalle radici e sostituendole con un prato sintetico uguale a quello di Des Moines. Ecco perché a Krause del 17° posto non frega un bel cacchio: per i suoi amici in Iowa, lui ha già vinto la sua battaglia culturale sulla nostra pelle di tifosi, sulla pelle del Calcio parmigiano e sulla pelle della città tutta, politici compresi!
IL NATALE "BRIGHT" (MA AL BUIO DI PUNTI) - L’ultimo esempio di questa strategia "distante" è la cosiddetta Tardini Bright Week. Proprio poche minuti fa, mentre la città chiede risposte concrete, la società risponde con un nome che sembra quello di un centro commerciale del Midwest. Ci offrono l’allenamento a porte aperte alla Vigilia di Natale e la Coppa Italia femminile gratis come se fossero dei regali, quando il vero regalo che i parmigiani vorrebbero è vedere una società che parla la nostra lingua, dicasi anche dialet e una squadra che onora la maglia. È il solito marketing (ovviamente con nome in inglese) che cerca di colorare di gialloblu un legame con il territorio che ormai è ridotto a un lumicino ( e po e po), mentre chi ha Parma nel cuore è stato sistematicamente allontanato dai posti che contano per far spazio ai manager delle sfilate che tra l' altro si succedono come il carrello dei bolliti si succede agli anolini.
COSA DICONO I MEDIA LOCALI - Gabriele Majo su StadioTardini definisce la comunicazione societaria "anacronistica", sottolineando come alla gente non interessi nulla della multiculturalità se in campo si perde in 11 contro 9. Sui social è rivolta: i tifosi parlano di "regime" e denunciano il paradosso di un club che spende milioni per finire umiliato mentre i dirigenti si auto-incensano parlando di "esperimento sociale". Ma per il resto, i Media locali fan quasi finta di nulla e del perché si potrebbe scrivere una fila di barzellette che riempirebbero tutto il greto della Parma che va da Ponte Dattaro al Cornocchio.
LE VOCI DEI TECNICI - Dalla parte tecnica regna un silenzio assordante. Il Direttore Sportivo resta una figura fantasma, mai presentata ufficialmente, mentre l'area pedagogica monitora il benessere dei giovani ma ignora il malessere profondo di una piazza che non si riconosce più nei propri colori.
LE PAGELLE DI CALCIODUCALE
- KYLE KRAUSE 3: Assente fisicamente e spiritualmente. La sua gestione sembra un esperimento di ingegneria sociale fallito. Alienato.
- HELEN ABOAH 4: Presidente del Gruppo proprietario, viene dall'alta moda. Benvenuta nel calcio vero, dove non bastano i vestiti firmati per vincere le partite. Fuori contesto.
- LA DIRIGENZA (Cherubini & Co.) 4: Parlano di futuro globale ma dimenticano che il calcio vive di punti nel presente. Inadeguati.
- I TIFOSI 10: Per la pazienza infinita nel sopportare lezioni di etica e cibi milanesi mentre la nostra storia viene svenduta. Eroici.
IL FINALE DI QUESTA FOLA - C’è un ultimo, enorme paradosso in questa gestione. Mentre Krause si affanna a trasformare il Parma nel presidio europeo della cultura "Woke", proprio nella sua terra d’origine il vento è cambiato radicalmente. L'America profonda ha scelto Donald Trump, mandando in soffitta quel globalismo sfrenato che KK vorrebbe imporci a forza. Oltreoceano si torna a parlare di radici e identità; qui a Parma che se abbiamo qualche cosa sono appunto le radici e l' identità, invece, restiamo incastrati in una versione sbiadita di un esperimento sociale già bocciato dagli stessi elettori americani.
Chera al me President, Perma l’è Perma. Lei potrà anche possederne i muri (se glieli regalano), ma non ne possiederà mai l’anima. E finché continuerà a calpestare la nostra storia con i Suoi esperimenti, per la nostra gente Lei rimarrà solo come un piatto di tortelli d'erbetta senza ripieno: un involucro di pasta patinata che fuori sembra bello, ma che dentro al sa ed gnenta. Per noi e per il parmigiano, finché non rispetterà questa terra, Lei continuerà a non contare un bel nulla e quindi fa anche bene a non presenziare nemmeno alla festa della società!
Presidente, l'America è cambiata e se insiste a non saperlo, un unico grido si alzerà dal Tardini: "Trump aiutaci tu!".... (rido).
(fiii.. sa rid)


