Parma - Genoa 2-1: l'esonero "scritto" di Cuesta, l'ombra di Gilardino e le magagne del calcio Woke
ByManso
Aspetta, aspetta e poi ancora aspetta a fare il commento su Parma Genoa 2-1 e alla fine avevo ragione ad aspettare ….. e si, le magagne politico tattiche del mondo Woke applicato al calcio (multietnico e inclusivo del bel gioco) son saltate tutte fuori.
Della partita c’era poco da dire, se non che due tiri su due errori da amatori della difesa genoana, han portato tre bei punti nelle casse del Parma; tre punti ricchi ed “intelligenti” arrivati per merito di quel furbacchione tattico di Mister Cuesta, che come sempre non ha avuto eguali nel giudicare la balordaggine dei suoi giocatori e quindi ha fatto dell’ impossibilità a spendere in fase di mercato, la sua virtù!
Quale virtù? Ma quella che da perfetto sconosciuto lo ha portato con una manica di balordi a salvarsi nello scorso campionato alla faccia dei giochisti e del calcio moderno italiano, che di moderno, alla fine non ha proprio nulla, perché è sorpassato come ci dimostrano le partecipazioni alle coppe europee in ogni momento e in ogni dove.
I "giochisti", i grami e l'esempio Gilardino
Giochisti? Con i gram, la questio’ las fa ancora pu griza, perché se hai dei buoni, già si limitano le caratteristiche dei buoni stessi ma forse non perdi, ma se hai dei grami, il destino è solo uno, quello cioè del Pisa dello scorso campionato, che andava a tirare in porta almeno cinque o sei volte a partita e però, lasciava praterie agli avversari e quindi il risultato non poteva che essere uno, la retrocessione!
Gilardino lo ha ben vissuto sulla sua pelle nello scorso campionato, speriamo che lo abbia vissuto anche nella sua testa, ma se i l’han tot, am sa che il giochismo continuerà ad essere la sua religione.
Il Parma di Cuesta, nello scorso campionato andò a vincere a Pisa con un rigore che fu anche l’ unico tiro in porta dei crociati e siccome non mi faccio mancare nulla, mi son andato a rileggere il mio commento su quel Pisa Parma 0-1 e sempre siccome in quel non farmi mancare nulla c’è purtroppo anche compreso il farmi del male, per star in compagnia, vi propino un po’ di male anche a voi, ecco cosa avevo scritto su Gilardino Mister del Pisa in riferimento alla salvezza del Parma di Cuesta:
"Basterà incontrare allenatori "moderni" alla Gilardino, che buttano alle ortiche la superiorità fisica e tecnica della propria squadra per cercare " il gioco" e che poi, quando vanno in svantaggio mollano la filosofia "del gioco" dimostrando che avevano sbagliato proprio tutto fino al momento appunto dello svantaggio?"
Il Giuoco, il giochismo, non va davvero d’accordo con l’intelligenza calcistica, su questo non ci son dubbi, e infatti chi l’ha praticato, lo ha mollato ormai in tutto il mondo, ma in Italia, si sa, siam un tantino tardi e le mode durano sempre di più anche davanti a certi pessimi risultati.
La società, gli amerikani e l'esonero annunciato
Ora abbiamo Gilardino e lo abbiamo ereditato dal Pisa, quel Pisa del Presidente Giuseppe Corrado, un “parmigiano”che dopo aver fallito l’acquisto del fallito Parma, si è consolato con il Pisa e che ora immaginiamo a farsi dei rasponi mentali, perché non solo ci ha rifilato quello che per lui era un peso economico (lo ha esonerato a febbraio 2026 e doveva pagarlo fino a giugno del 2027), ma ci ha rifilato anche quello che per lui era un mister inadatto alla Serie A vist cal leva la sé a ca’.
Sicuramente Gilardino al Pisa non aveva una fila di campioni e quindi magari la retrocessione non è colpa sua, ma chi è sicuro che questo Parma di Cherubini legato a doppio filo alla filosofia Woke è più forte di quel Pisa? Bhe, a podris dir che tra al corer e al scaper, la differenza è solo in funzione mentale di chi corre o scappa, ma da quel che ricordo, quel Pisa valeva due volte il Parma di quest’anno, perché seppur balordi, aveva comunque elementi di gamba che qualche partita l’avevano comunque fatta di qua o di là, mentre i Crociati (fi sa god a ciameria axì) hanno una rosa infarcita di perfetti sconosciuti; perfetti sconosciuti che da quel che si è visto fino ad ora, jen anca gram bom be.
Ok, di Gilardino e del Genoa abbiam parlato, e ora un paio di righe sul perché e sul per come Cuesta non è più l’allenatore del Parma dobbiamo proprio buttarle giù. Facile fare come han fatto i media parmigiani, buttarla sul gioco e sul malcontento dei tifosi, e ancor più facile è dar ragione a questa società di amerikani che se non han il consenso gratis, ci han insegnato che il consenso lo si compra. Tutto ha un prezzo, e questa filosofia ce l’hanno propinata in ogni dove e con tutti i loro mezzi, anche se a dir la verità, l’hanno poi copiata dai Romani, che son venuti qualche annetto prima dell’amerika di KK.
"Win, lose, or draw, he's out"
La domanda era ben chiara nella testa dei pensanti (io penso.. rido), dopo la vittoria su Genoa: e adesso come fanno a cacciarlo? Le voci erano montate dopo la contestazione del tifo organizzato, perché anche ai wokisti di professione come KK interessa non avere uno stadio vuoto o che lo manda a cagare ogni santa domenica.. e si, senza consenso, anche il fascismo di marca Woke fallisce e gli amerikani e i loro servi svenduti italiani, lo sanno benissimo.
Le voci erano appunto montate, ma non erano state silenziate, come si sperava, nemmeno dopo la vittoria sul Genoa, perché l’ordine dato prima della partita era stato perentorio: "Win, lose, or draw, he's out." Che tradotto in italiano fa, “ vada come vada fatelo fuori” e che tradotto in dialetto è: “vaga c’me la vaga, mandil a cagher”.
Certo che la vittoria non ha aiutato Cherubjntus che di quell’ordine perentorio arrivato da oltre oceano doveva fare una legge del suo stato (al stipendi); il calcio italiano ha delle regole non scritte, che son difficili da ignorare, e an s’era mei vist, un mister lasé a ca dopo aver venz! Ma già lunedì scorso, qualcuno sapeva quello che c’era da sapere e la paventata litigata sui differenti programmi è roba da far ridere in un film horror: ‘na barsleta!
Un po’ come è una barzelletta quella lettera d’addio di Cuesta, che parla di attaccamento dei tifosi e dopo una sfilza di grazie, conclude con una cagata pazzesca: "Siamo stati una famiglia unita che ha lottato fino all’ultimo minuto per ottenere quello che abbiamo sempre voluto: Vincere". Spettacolo… hahahahah.
Insomma, la fine di Cuesta era stata decisa nella settimana prima del Genoa e quindi era un morto che cammina e tutto il film di farlo arrivare a domenica, è stato orchestrato dal buon dirigente juventino che quando c’è da buttare via l’acqua sporca, gli frega un cazzo se dentro c’è il bambino.
You wanted it, now you own it
La forma vuol la sua parte sulla sostanza e però, il calcio è una brutta bestia, perché ora il Parma del tanto bistrattato Cuesta è salvo e quindi il mister ha fatto il massimo dei massimi con quella rosa di balordi e ora, noi pensanti, siam tutti lì ad aspettare ciò che verrà con il nuovo corso di Gilardino.
E chi, el bali i d’venton del vrité, Il Parma giocherà dando spettacolo e vincendo quelle partite che serviranno per la salvezza o l’andrà zo c’me un gat ed piomb? E se per caso il Parma facesse schifo e le perdesse tutte, di chi sarebbe la colpa? Bhe è chiaro, di quei tifosi che han contestato Cuesta e che han costretto KK ha licenziarlo in semi tronco.
Me lo immagino KK tra un mesetto: "You wanted it, now you own it. (le tuta colpa vostra)"
E me lo immagino anche a dire tra non moltissimo: "You didn't get my vision, so I'm cashing out"
E si, an tema miga capì…. e sta miga scherzer, vatni da bo!!!


