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Pagelle e commento

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Cittadella - Parma 1-2
Le pagelle di Giuliano Bottoli

Frattali 6 mezzo: partita perfetta , sicurezza e freddezza nei momenti cruciali e preciso anche sui tiri da lontano.

Mazzocchi 5 mezzo: molti errori sia in disimpegno che in fase difensiva , in avanti non si è visto tranne una volta. Dal 87° Sierralta s.v.

Gagliolo 7: in difesa è stato una sicurezza e quelle poche volte che si è spinto in avanti è sempre stato pericoloso.

Scozzarella 6: avvio titubante per la doppia marcatura degli avversari , poi quando la morsa si è allentata ha distribuito gioco con continuità; solo qualche imprecisione in appoggio.

Iacoponi 6 mezzo: insuperabile nel gioco aereo: un fondamentale salvataggio su un tiro ravvicinato e una conclusione pericolosa .

Lucarelli 6 mezzo: ormai non ci sorprende più; gara senza sbavature, un capitano nel gioco e nella mente per i compagni

Insigne 7: tanta corsa con tanta velocià velocità da mettere sempre in difficoltà gli avversari ; serve l' assist per il gol di Calaiò e si concede alcune conclusioni. Quando imparerà ad essere più freddo sotto porta sarà un arma in più da non sottovalutare.

Munari 5 mezzo: recupera palloni interessanti ma poi pecca di velocità nel ribaltare le azioni; cala vistosamente a tre quarti di gara e viene sostituito. Dal 78° Dezi , s.v.  

Calaiò 7 mezzo: lotta su tutto il fronte d'attacco e segna due gol da incorniciare, Partita da mettere in bacheca

Barillà 5 mezzo: qualche imprecisione in appoggio e il rigore nasce da un suo fallo che poteva evitare

Baraye 6: troppo spesso fuori dal gioco, si fa perdonare dando il via all'azione che ha portato al gol del primo vantaggio. Dal 69° Di Gaudio 6 mezzo: la sua velocità crea scompiglio ed è suo il passaggio per il secondo gol di Calaiò

Tre punti perfetti da una squadra imperfetta
Mancano un terzino e un centrocampista
Calaiò? Servito a dovere, due tiri due gol!!!
D'Aversa? Più fortunato che bravo!

Bymanso: Una partita strana che racconta di un Parma dalle più facce, che è tornato in città con tre punti molto importanti che fanno tanta ma tanta classifica. La partita ha avuto più volti e però, ancora una volta ha dimostrato che questa squadra ha giocatori forti negli spazi e solo in quelli.

I gol sono frutto di azioni alla mano che nulla hanno a che vedere con quello sterile possesso palla fatto di passaggetti che crea un gioco che non porta mai a liberare un uomo al tiro.

Nei primi quaranta minuti le occasioni più ghiotte le ha avute il Cittadella, che però poi, come ha messo il naso nella metà campo dei crociati ha beccato il contropiede innescato da Baraye che ha portato Insigne a dire a Calaiò, to signa!
Notato niente in questo gol? Bhe i soloni “del nulla è cambiato”, l'azione dovrebbero guardarsela e riguardarsela almeno per 1000 volte, così magari potrebbero capire che nelle prime 10 partite i tre attaccanti non avrebbero mai potuto fare un gol del genere, visto che due di loro sarebbero stati larghi sulle fasce girati spalle alla porta e magari anche marcati e con Calaiò che sarebbe stato al posto di Baraye a centrocampo.

Il calcio è fatto di tempi e spazi e quando si allungano i tempi, si accorciano gli spazi, mentre quando si accorciano i tempi si allungano gli spazi. Giocare negli spazi per un attacco leggero e veloce è il massimo e porta a rendere al massimo. Questo è il segreto molto poco segreto (lo diciamo fin dalla prima partita), che ha cambiato il Parma almeno in alcuni frangenti.
Alcuni, solo alcuni purtroppo!

A volte questa squadra sembra andare fuori giri e quando ci va, non cava un ragno dal buco. E i 25/30 minuti del secondo tempo in cui il Cittadella ci ha preso a pallonate son lì a dimostrarlo. Mai visto in due anni di Pro, il Parma così in balia dell'avversario, nemmeno nella pur bruttissima prestazione con sconfitta per 3-0 subita a Perugia e nemmeno domenica scorsa a Frosinone!

Poi con l'espulsione tutto si è sistemato, ma dire che abbiamo pelato un gatto vivo non è dire un'eresia, è dire una sacrosanta verità!

Barillà e Munari hanno cali davvero importanti nel corso del secondo tempo, e Mazzocchi, purtroppo non è un terzino che sa marcare e difendere, come non lo è Scaglia. Scaglia però, ha altra prestanza fisica e altra esperienza e se con Mazzocchi in quella posizione non abbiamo pagato ancora dazio, lo dobbiamo solo a tanta ma tanta fortuna.

Manca quindi un terzino difensivo, o almeno un giocatore che sappia fare le due fasi e manca un centrocampista che sappia interdire e che abbia quella corsa che serve per ripartite e per ribaltare il fronte d'attacco.
Sia Barillà, sia Munari, sia Dezi, non hanno queste caratteristiche e quindi immaginiamo che a gennaio  si provvederà in questo senso.

Calaiò servito come va servita una punta, ha siglato due gol. Due tiri due gol! E questo sta a dimostrare che se si fa quell'insulso gioco (tre attaccanti distanti 30 metri l'uno dall'altro e la palla portata su ai due allora)  che non libera mai nessuno al tiro (per 10 partite lo abbiamo visto), puoi avere il centravanti più forte del mondo che di gol ne fai davvero pochi. "Zero gol docet!!"

D'Aversa ci ha messo un sacco di tempo a capire come doveva far giocare i suoi attaccanti, e purtroppo questo ci fa pensare che ci metterà un altro sacco di tempo per portare quelle modifiche (poche a dir la verità) a centrocampo e in difesa, che potrebbero permettere di rubare più palloni per fare più ripartenze.

Per ora la sua, non è una squadra quadrata e organizzata e purtroppo, secondo noi, non potrà mai esserla, poiché è sempre molto chiaro che il Mister ha in testa il Tic e Tac ai due allora (vedi primi 40 minuti).

I tre punti di ieri sono oro colato, ma ricordiamoci bene che se li abbiamo è perchè  possiamo “raccontarla”; se ce lo dimentichiamo, facciamo un grossolano errore, perchè di queste partite in questa Serie B ne vedremo ancora e in teoria, non è detto che il risultato ci sorrida sempre.

E si, vero che son quelle partite che puoi vincerle come perderle, però non possiamo dimenticare che noi abbiamo dalla nostra parte un Mister che per ora ha dimostrato di essere più fortunato che bravo.

Dai D'Aversa, fin che regge, avanti così!
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