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Commenti e Pagelle

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PARMA  - LAZIO 0-1
 
Le Pagelle di Giuliano Bottoli

Colombi 6 mezzo: quattro interventi in tutta la gara, tre di normale amministrazione e uno pericoloso; si disimpegna con sicurezza e non può nulla sul gol da distanza ravvicinata.

Darmian 5 mezzo: è in difficoltà quando deve impostare l' azione; discreta la difesa della fascia destra ed è poco attento nella azione del gol subito.

Gagliolo 5 mezzo: buona la fase difensiva, ha il torto di avere fallito la prima vera occasione che capita al Parma colpendo male la palla che finisce sul fondo. Dal 78° Pezzella s.v. .

Brugman 6 mezzo: buone geometrie e tempi di gioco; recupera anche palloni importanti e però deve migliorare la fase difensiva. Dal 60° Kulusevskj 5 mezzo: entra con tanta voglia di fare, ma non massimo della condizione va in confusione ed a volte non sceglie la giocata giusta.

Iacoponi 6: è attento e preciso negli anticipi e nel gioco aereo: errore in occasione del gol.

B. Alves 6 mezzo: grande partita con chiusure tempestive e forse ci sarebbe forse anche un rigore su di lui.

Kurtic 6 mezzo: la prima vera conclusione pericolosa del Parma è sua; costruisce con attenzione.

Cornelius 6: una partita da guerriero, lotta con caparbietà su tutti i palloni che gli servono.

Hernani 6 mezzo: recupera buoni palloni e si disimpegna bene  in alcune situazioni complicate, dovrebbe migliorare nella velocità di esecuzione.

Caprari 5 mezzo: in campo dal primo minuto, parte con buona continuità sia nelle azioni di attacco che nei ripiegamenti difensivi, ma commette troppi gli errori in appoggio ed è poco preciso nelle conclusioni; cala vistosamente nella ripresa. Dal dal 66° Sprocati 5 mezzo: tanta volontà di pungere, ma il risultato non è esaltante.                                                                                                                   
Migliore in campo:  Parma B. Alves   Lazio Luis Alberto  


Onore e merito a tutti per la prestazione
WAR: è stata un' operazione scientifica!!
La Società vuole l' Europa League
Mito: a fine partita si son chiuse un po' di vene
M. Ferrari/Pizzarotti, lo spintone che non ti aspetti!

ByManso - A regola di qualsiasi gioco di carte, perdere con la Lazio ci sarebbe anche stato tutta la vita, se non fosse che questa sconfitta è arrivata, oltre che per la maggior tecnica dei romani, anche per una decisione arbitrale che definire discutibile equivale a limitarne la verità.
In tribuna stampa, e in panchina e credo anche negli settori, son stati pochi (eufemismo) coloro che hanno capito come erano andate le cose nell'azione del rigore negato a Cornelius. Però, qualcuno che il regolamento riguardante il WAR lo ha letto per intero lo si trova sempre.

Non era poi molto difficile da capire, per chi di calcio economicamente vive, guardare da dove è stata battuta la punizione e fare due più due. Non difficile, certo, e anche se i momenti concitati chiudono la vena, non è davvero possibile non esserci arrivati.
Bastava e lo ripeto, considerare che non è intervenuto il War, bastava considerare da dove è ripartito il gioco e infine, bastava conoscere il regolamento per considerare che l'ammonizione comminata a Bruno Alvez era avvenuta, per l'arbitro, a gioco fermo.
Detto questo, non è che vogliamo dire che “il furto” non c'è stato. Anzi, la cosa è ben più grave, perchè se erano in molti, per non dire tutti (tranne noi), a non sapere che il WAR non interviene quando l'arbitro fischia un fallo in attacco, tra questi non c'era lo stesso arbitro, che il regolamento ha dimostrato di conoscerlo davvero bene e con quel fischio del fallo che non c'è, ha tolto ogni discussione sul rigore non dato (il suo fischio interrompe l'azione e quindi il WAR non può intervenire .. tanto per farla capire meglio: è lo stesso motivo per cui non si fischia il fuorigioco prima che sia conclusa l'azione.. se ci fosse il fischio, il War non potrebbe dire la sua, perchè il gioco sarebbe considerato fermo)  

Operazione scientifica? Bhe, inutile negarlo e inutile star qui a “mesderla”. E' andata così e però rimane il fatto, che il fatto, è ben più grave di come l'han visto tutti quelli che si son “appellati al WAR”; Mister compreso!
Appunto, le parole del Mister in TV. Commentarle non è, come sempre facile, perchè mentre portava un'accusa (sbagliata sul WAR), subito dopo se la rimangiava e tra qualche congiuntivo improbabile e qualche affermazione logica, capirne il vero senso è stato comunque facile.

Il Mister si sente defraudato perchè l'arbitro non andando al WAR potrebbe aver compromesso il raggiungimento degli obbiettivi del Parma.

E alla logica e immediata domanda del suo interlocutore: “allora ci sta dicendo che la sua squadra punta all'Europa League”; lui ha risposto: “no, non volevo dire quello”!
Dai su Mister, e cosa volevi dire?
Non lo volevi dire ma lo hai detto; proprio come hai fatto con le accuse che hai lanciato all'arbitro, dicendo “noi non siamo cretini”.
Cretini forse no, ma spudorati mentitori forse si!
Il Parma ha fatto la scelta di non sbandierare ai quatto venti l'obbiettivo che è nato strada facendo e che porta diritto all' Europa League e questa è una scelta che per un gioco delle parti e forse anche per umiltà applicata al calcio (ma perchè?) ci sta, ma anche no!
Ci sta, perchè così non si illude nessuno e in più non si fa la figura di quelli che pensandola “troppo” in grande potrebbero disturbare il manovratore; e non ci sta, perchè allora tutte quelle proteste non avrebbero senso, per una squadra che alla seconda di ritorno è già belle che salva e che è alla pari del Milan e con dietro il Napoli.  

E non ci sta, perchè ormai è chiaro che in Società e i giocatori stessi ci credono. Crederci e provarci; questo è il segreto di pulcinella del Parma.

La Società poi, ci crede eccome, o almeno, sa che il non provarci sarebbe cosa da fuori di testa, a questo punto, non è che possa cambiare qualche cosa.
Il tutto da guadagnare e il nulla da perdere, non può essere discorso più azzeccato!

Bastava guardare l'incazzatura stratosferica del Pres. Pizzarotti a fine gara per rendersi conto di quanto la Società ci creda nella Coppa.
Mentre l'arbitro stava percorrendo il campo per dirigersi negli spogliatoi, il Pres. lo inseguiva con fare minaccioso e credo gliene abbia urlate ben più di quattro; un fare tanto minaccioso il suo, che allarmato non poco, è dovuto intervenire in “marcatura stretta” Marco Ferrari per “stopparlo” .
La stazza di Marco Ferrari, non è di poco conto e nonostante il Pres. non sia da meno, l'operazione è pienamente riuscita anche se ha posto in essere le proteste del Pres., che mollato l'arbitro per forza di causa maggiore (Ferrari) mica l' ha mandata giù quella marcatura stretta e forse anche fallosa, e quindi, per farsi rispettare, gli ha rifilato uno spintone (sbuto') degno di nota, che non è stato preso poi benissimo da Ferrari, che si è rivolto al suo Pres. dicendogli qualche cosa sicuramente di non tenero, visto il dito che gli agitava sotto il mento.

Una scena più che bella, perchè vera, perchè dimostra quanto ci tengano, perchè è da tifosi, perchè è di puro amore crociato e perchè, soprattutto, dimostra che in un campo di calcio, vale la legge della livella di Totò: alla “fine” si è tutti uguali!

Il Presidente Pizzarotti, è sicuramente più uguale alla Curva Nord di quanto non lo sia Marco Ferrari, su questo sicuramente non ci piove; ma se il Dio del Calcio li ha fatti e poi li ha accoppiati, sicuramente una ragione c'è!
Ecco, che questa ragione sia l' Europa League?
Tocchiamoci, ma crediamoci, punto!

La partita, è stata una bella e divertente partita; da una parte il Parma che, finalmente senza timori reverenziali, ha tenuto il campo in maniera più che importante se non si dimentica che di fronte aveva una signora squadra.
Se poi lo vogliam dimenticare, allora possiamo farcela arrivare come e quando vogliamo.

Un Parma che sul piano del gioco e dell'intraprendenza, nonostante i limiti del caso, se la giochi fino in fondo, contro chiunque, era cosa a cui molti puntavano ormai da troppo tempo. Così è stato e anche se si è perso, la soddisfazione del Tardini tutto, la si tagliava con il coltello.
Soddisfazione e anche rammarico, certo, ma il calcio è il calcio, non un altro sport dove chi merita di solito raggiunge il risultato.

La soddisfazione appunto, di aver messo alle corde una delle tre squadre che si stanno giocando lo scudetto, deve rimanere ben chiusa nei cuori dei crociati, perchè se si gioca con la convinzione di domenica, il traguardo poi non è che possa essere solo un immaginario volo pindarico. Raggiungerlo sto traguardo della Coppa, non sarà facile, ma questo non vuol dire, che siccome è difficile, allora non ci si debba provare.
Le assenze hanno sicuramente pesato, sia da una parte che dall'altra, ma basta guardare i cambi della Lazio per rendersi conto della differenza tra le due squadre, e però, alzi la mano chi si aspettava che il Parma offrisse una prestazione del genere.

Da quanto tempo, il Parma tirava più in porta degli avversari? Bhe, dai, lasoma perdor, ve!

Il Mister, nelle dichiarazioni post partita, non perde mai l' occasione per farci pensare che è sempre sbagliato quello che dice; e per non smentici, anche questa volta, non si è smentito.

Non si può dire che la colpa della sconfitta è tutta dell'arbitro quando hai sbagliato almeno tre gol e loro han segnato nell'unica occasione sporca che han avuto. E no, non si può dire, o almeno non le deve dire un allenatore, che conosce, o dovrebbe conoscere  a menadito ogni caratteristica tecnica sia dei suoi, che degli avversari.

Poi Mister, chi di un tiro e un gol ferisce, capita poi, che di un tiro e di un gol perisce!
Remember, o remember soltant mi?

Togliendo gli “errori” arbitrali, di questo Parma – Lazio, rimane la prestazione, che a differenza di tante altre volte, è stata convincente nonostante le tante assenze, e il divertimento offerto al Tardini tutto. Che sia cambiato radicalmente la tattica del Mister? Un nuovo corso? Un nuovo modo di interpretare le partite? La consapevolezza di essere forti?
Si certo, tutti si; ma visti i precedenti, sperema ch'la dura!!

Ps: Marco Ferrari e il Presidente Pizzarotti, nonostante lo screzio del campo, son stati visti poi brindare a base di bollicine. E si, dalle balle del War, alle bolle del calice, il passo, com'è giusto che sia, è stato davvero breve.

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