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Archivio > Bymanso Lega Pro

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A proposito di Leonardi, incredibile FIGC: DG Pavia denuncia anomalie e viene deferito per slealtà!! Oggi la squadra è fallita e lui è stato messo sotto accusa dalla giustizia sportiva!! Invece della medaglia, un bel deferimento!!!! Robi da mat!!!

Il paragone con l'ex DG del Parma però non regge, poichè il DG Londrosi non si è messo a fare carte false per proteggere il suo Presidente, ma ha denunciato in più sedi il supposto "malaffare". Scommettiamo che questo onesto uomo non lavorerà più nel calcio? Scommessa vinta: Tavecchio gli ha rifiutato l'iscrizione alla Serie D; forse perchè ha fatto fuori, con le sue denunce, il presidente della Lega Pro Macalli?


Dal Fatto quotidiano

A marzo 2016 l'ex direttore generale dei lombardi Massimo Londrosi aveva rivelato a questo giornale le anomalie e i buchi neri dei conti della società dell'imprenditore cinese Xiadong Zhu. Dopo 11 mesi il club non esiste più, ma il dirigente è stato condannato dalla procura della Figc per "avere reso dichiarazioni fortemente critiche nei confronti della Società AC Pavia Srl in un articolo comparso sul sito web www.ilfattoquotidiano.it"

di Lorenzo Vendemiale | 17 febbraio 2017
Aveva denunciato in tempi non sospetti le “ombre cinesi” sul Pavia calcio: un anno dopo la società non si è iscritta al campionato ed è fallita per i debiti accumulati. Ma la FederCalcio ha squalificato lui: Massimo Londrosi, ex direttore generale della squadra, è stato deferito e inibito per 45 giorni (la procura aveva chiesto addirittura tre mesi) per aver rivelato proprio a ilfattoquotidiano.it tutte le incongruenze che si nascondevano nei bilanci della società lombarda.

A marzo 2016 Il Fatto.it aveva parlato della strana situazione del Pavia calcio: allora la squadra, di proprietà del cinese Xiadong Zhu, veleggiava nelle parti alte del girone A di Lega Pro. Il proprietario con gli occhi a mandorla aveva promesso la Champions League, i tifosi sognavano almeno una storica promozione in Serie B, nulla (o quasi) lasciava presagire quanto sarebbe successo solo pochi mesi dopo. In quell’articolo, grazie alle rivelazioni di Londrosi, si mettevano in luce alcune anomalie nei conti della società: come un flusso di soldi di incerta provenienza da Hong Kong; e una gestione tutt’altro che virtuosa, con spese fuori controllo. L’ex direttore generale, allontanato dalla proprietà ad inizio stagione, aveva anche presentato degli esposti alla Guardia di Finanza e alla Procura della Figc. L’indagine della giustizia ordinaria pare stia ancora facendo il suo corso. Quella della giustizia sportiva si è conclusa con un’archiviazione lo scorso 31 agosto: “Nessuna fattispecie di rilievo disciplinare” il responso. Al danno però è seguita anche la beffa: Londrosi è stato appena deferito per violazione dell’art. 1bis comma 1 del Codice di giustizia sportiva, avendo tenuto – si legge nel dispositivo – “una condotta contraria ai principi di lealtà per avere reso dichiarazioni fortemente critiche nei confronti della Società AC Pavia Srl in un articolo comparso sul sito web www.ilfattoquotidiano.it”, oltre che “per aver fornito ad un creditore una lista di fornitori che erano in attesa di pagamento” (informazioni che avrebbero contribuito a determinare l’istanza di fallimento).

Insomma, per il Tribunale Federale Londrosi ha mentito e si è comportato in maniera scorretta, quando dichiarava che “la società risulta altamente esposta sotto il profilo finanziario”. La realtà dei fatti però gli ha dato ragione: lo scorso giugno il Pavia non si è iscritto al campionato di Lega Pro per il parere negativo della Covisoc, l’organo di vigilanza sulle società professionistica. Da gennaio, infatti, la proprietà aveva smesso di pagare contributi e stipendi. Dopo le denunce del direttore generale, i trasferimenti di denaro da conti terzi si sono interrotti: per un certo periodo Zhu ha versato soldi di tasca sua, poi si sono chiusi i rubinetti. E i debiti sono esplosi, proprio come ammoniva la relazione di bilancio: “La prospettiva di continuità dell’attività potrà essere garantita esclusivamente dall’intervento dei soci”, scrivevano i revisori. Cosa che da inizio 2016 non è più avvenuta. La vecchia proprietà ha rastrellato qualche spicciolo per l’iscrizione, ma senza più ripianare le perdite. E così il Pavia è stato escluso dal campionato. A ottobre è arrivato anche il fallimento, per debiti accertati superiori a 3 milioni di euro. Nel frattempo i cinesi avevano anche ceduto (anzi, regalato) la società all’imprenditore romano Alessandro Nuccilli per la cifra simbolica di 1 euro, rimanendone però amministratori.

Oggi il calcio professionistico a Pavia non esiste più: una nuova squadra, l’Fc Pavia 1911, è stata fondata senza alcun legame con la precedente, e disputa il campionato di Eccellenza (dove si sta giocando la promozione con l’Arconatese). La provenienza di quel milione e mezzo di euro non identificato non è mai stata chiarita e il cinese Zhu non si è più fatto vedere in Italia. La giustizia deve ancora accertare le responsabilità del fallimento e chi dovrà farsene carico: c’è una lista di 123 creditori tra calciatori e dipendenti, ma anche privati e fornitori vari, e persino il Comune o l’Agenzia delle Entrate, che attendono di essere pagati e forse non lo saranno mai. Ma l’unico ad aver commesso un illecito, secondo la FederCalcio, è chi aveva avvisato del disastro imminente.

Respinta da Tavecchio  l'iscrizione del Pavia alla Serie D

Pavia, 10 agosto 2016 - Per il neonato Football club Pavia 1911 peggio di così non sarebbe potuto andare. La Figc ha respinto la richiesta del dg Massimo Londrosi, sottoscritta anche dal sindaco Massimo Depaoli, di iscrivere la formazione pavese, fallita poche settimane fa e risollevata attraverso l’intervento di Palazzo Mezzabarba, alla serie D. La Federazione ha risposto che il Pavia 1911 si dovrà accontentare di una poco prestigiosa Eccellenza. Un’opzione che la società sta valutando e che sembra decisa a respingere. L’ufficialità è arrivata ieri pomeriggio da Roma, trattandosi di una deroga ai regolamenti. Un fulmine a ciel sereno. Nel calendario formalizzato dalla Lega calcio manca la nuova squadra di Pavia. La deroga per l’iscrizione della nuova società del Pavia 1911, costituita dal sindaco Depaoli e ceduta ai nuovi soci Brega e Pacchiarotti, era stata concordata con il presidente della Federazione calcio, Carlo Tavecchio.

Il presidente della Figc aveva posto alcune condizioni: il pagamento di 150mila euro a fondo perduto, la richiesta di iscrizione al campionato dilettanti di serie D sottoscritta dal sindaco di Pavia, l’istanza di affiliazione della nuova società, un business plan credibile e un piano triennale. «Non ci sono motivazioni particolari – spiega il sindaco Depaoli –. Hanno respinto la richiesta della società di iscriversi alla serie D, nonostante tutte le garanzie concesse alle richieste di Tavecchio. Dalle poche righe di motivazioni che ci sono arrivate, dicono che è stata accolta invece la richiesta di iscrizione all’Eccellenza. Credo che a questo punto il progetto si fermerà. Siamo nati con un’idea differente e c’è già una squadra a Pavia. Penso di aver fatto tutto il possibile. Ho creato una società e mantenuto il marchio storico di una realtà centenaria. Voglio capire le motivazioni che hanno portato a questo scelta. Adesso, bisognerebbe capire cosa fare. Ho cercato di parlare con il presidente Tavecchio per capire il perché di questa decisione, ma non ho ricevuto risposte. Mi viene il dubbio che sia una scelta di carattere personale e non dettato da qualche carenza nella nostra offerta. L’importante è non tenere lo stadio Fortunati chiuso per un anno. Valuteremo a chi concedere l’utilizzo della stadio».

Adesso tutto è nelle mani del direttore generale Massimo Londrosi. Toccherà a lui, infatti, decidere insieme alla società cosa fare. Londrosi tra l’altro è identificato dagli amici del presidente federale come il responsabile del siluramento di uno degli uomini più vicini a Tavecchio, Mario Macalli, ex presidente di Lega Pro. Le vicende giudiziarie di Macalli sono partite proprio in seguito a un esposto di Londrosi.

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